Il problema non è sempre quello che fa più rumore.

È per questo che non parto mai dalla soluzione. Parto da ciò che sta realmente accadendo.

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  • Autore di “Farsi Scegliere”

Carlo Bazzolo

Consulenza direzionale e strategica per imprenditori e PMI

Un’azienda può avere un problema commerciale e continuare a cambiare venditori. Può avere un problema organizzativo e continuare ad assumere persone. Può avere un problema di posizionamento e continuare a investire in comunicazione. Può crescere di fatturato e diventare, nello stesso tempo, un’azienda peggiore.

Affianco imprenditori e direzioni aziendali nei momenti in cui bisogna leggere una situazione complessa, mettere in discussione una convinzione, prendere una decisione difficile o costruire una nuova direzione.

A volte il problema
è proprio la soluzione
che continuiamo
ad applicare.

Ci sono aziende nelle quali ogni nuova urgenza produce una nuova priorità. Aziende in cui l’imprenditore lamenta la poca autonomia delle persone e contemporaneamente corregge ogni decisione che prendono senza di lui. Aziende che cercano nuovi clienti mentre una parte di quelli esistenti distrugge margine, tempo e attenzione.

Ci sono aziende che chiedono più responsabilità senza avere mai chiarito davvero dove inizi e dove finisca. E aziende che continuano a spiegare meglio la propria proposta quando il mercato, semplicemente, non la considera abbastanza rilevante.

Sono problemi diversi. Hanno una caratteristica comune: diventano difficili da risolvere quando li descriviamo male.

Carlo Bazzolo riflesso in una vetrina

Il mio lavoro comincia prima della risposta.

Un consulente esterno ha senso quando riesce a vedere qualcosa che dall’interno è diventato difficile distinguere. Non perché conosca l’azienda meglio dell’imprenditore. È il contrario: l’imprenditore possiede informazioni, esperienza e memoria che nessun consulente può sostituire.

Il vantaggio della posizione esterna è un altro: non essere costretto a vedere il problema attraverso la storia che l’azienda si racconta da anni.

Posso chiedere perché una regola esiste. Perché quel cliente è considerato indispensabile. Perché quella attività è diventata urgente. Perché quella persona deve approvare tutto. Perché una strategia continua a ricevere risorse. E soprattutto: quale informazione ci farebbe cambiare idea?

Le aziende non sono macchine.

Sono sistemi economici abitati da persone. Numeri, mercato e processi contano. Ma dentro ogni decisione esistono anche interessi, rischi, responsabilità, reputazioni, dipendenze, aspettative e rapporti di forza.

Un piano può essere perfettamente razionale e fallire perché nessuno ha considerato ciò che quella decisione cambia per le persone che dovranno realizzarlo. Per questo strategia e comportamento non possono essere separati.

“La crescita utile produce qualcosa in più della dimensione. Produce capacità.”


Crescere non basta.

Un’azienda può aumentare il fatturato e diminuire il margine. Aumentare i clienti e peggiorarne la qualità. Assumere persone e aumentare la dipendenza dall’imprenditore. Aggiungere progetti e perdere capacità di scegliere. Diventare più conosciuta e contemporaneamente meno distinguibile.

Più capacità di scegliere i clienti. Più capacità di dire no. Più capacità di prendere decisioni senza trasformare tutto in emergenza. Più capacità dell’organizzazione di funzionare senza dipendere da una singola persona.

Cinque territori di intervento

Farsi Scegliere

Copertina del libro Farsi Scegliere di Carlo Bazzolo

Prima di intervenire bisogna capire quale partita si sta realmente giocando.

Il metodo con cui lavoro nasce da questa convinzione. Fatti e percezioni. Problema e cornice. Posizioni e interessi. Scelte e costi invisibili. Decisioni e comportamenti. Risultati e sistema.

Non è una sequenza pensata per rendere elegante una presentazione. È un modo per ridurre una delle forme più costose di inefficienza aziendale: lavorare molto bene sulla cosa sbagliata.

Carlo Bazzolo

Da oltre vent’anni lavoro nel punto in cui strategia, creatività, persone e business devono produrre un risultato insieme. Nel 2008 ho fondato 3.2 Comunicazione, che oggi guido come CEO e Strategy Manager. Ho lavorato con imprese B2B e B2C, aziende manifatturiere, servizi, food, design, finanza, automotive, startup e organizzazioni strutturate.

Essere consulente e contemporaneamente imprenditore cambia il modo in cui guardi alle decisioni: ogni priorità utilizza risorse reali, ogni promessa ha un costo e ogni scelta sposta inevitabilmente qualcosa d’altro.

Insight recenti

Una domanda prima di iniziare.

Qual è il problema che oggi occupa più tempo, più attenzione o più pensiero di quanto dovrebbe?

Se continua a tornare, se nessuna delle soluzioni applicate lo ha realmente eliminato o se la decisione da prendere è abbastanza importante da meritare un’altra prospettiva, possiamo partire da lì.